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In Italia vige una norma la 40/2004 che detta le regole sulla fecondazione assistita e che vieta la maternità surrogata con pene severe. Dunque ci fa specie che Nichi Vendola, ovvero un uomo di istituzione, già onorevole e già presidente della Regione Puglia e leader di un partito presente in Parlamento che da sempre schierato a difesa della legalità e delle fasce più deboli, abbia violato una legge dello Stato.

La legge c’è, e al comma 6 dell’articolo 12 dice testualmente che chiunque in qualsiasi forma organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da tre a due anni e con la multa di da 600mila a un milione di euro. Ma, come diverse nostri leggi, i tribunali non la rispettano. Perchè? I motivi sono tanti e uno su tutto è che quel bimbo che rientra nel nostro Paese non ha nessuna colpa e deve essere accolto come cittadino di questo Paese!

Ma se da un lato mettiamo da parte la legge dall’altro non possiamo mettere da parte l’etica: i figli non sono un diritto, i figli sono frutto dell’intesa intima tra uomo ed una donna. I figli non possono essere frutto del capitalismo, parola che non andrebbe messa nel vocabolario di Vendola, ma lui ha dimostrato che chi ha il denaro può fare tutto. Purtroppo anche “acquistare un figlio”, di certo ora più che mai vanno date delle norme precise. Il nostro movimento liberale non ha nulla in contrario sulle unioni civili ma quando si parla di figli e di vite umane diciamo che non si può scherzare: contro natura non si va, ci sono altri metodi se proprio si vuole riempire il vuoto della genitorialità. Quello di IdeaLista è un no ai figli surrogati a prescindere l’entità della coppia.

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